I bambini sono stupendi. A loro non sfugge nulla, si accorgono di tutto, volano e sognano.

Solo ad una cosa non sono preparati: il male, perché non sanno dargli un volto.
Fanno mille domande, ma solo quando capiscono che la risposta è una buona notizia.
Se percepiscono pericolo, stanno zitti e osservano.
Lui, Stefano Borgonovo, era lì in piedi davanti a loro.
Guardava negli occhi i giocatori della Scuola Calcio di cui era allenatore, e ci leggeva la felicità, quel luccichio che solo loro hanno: i bambini innamorati del calcio.

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